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Cos’è?

Il Servizio Civile Nazionale, istituito con la legge 6 marzo 2001 n° 64, è un modo “non violento” di difendere la patria, il cui "dovere" è sancito dall'articolo 52 della Costituzione.

Una difesa che non deve essere riferita al territorio dello Stato e alla tutela dei suoi confini esterni ma alla condivisione dei valori comuni che sono il fondamento del nostro ordinamento democratico.
 

Chi può partecipare?

E' un’opportunità offerta a tutti i giovani dai 18 ai 28 anni che scelgono di dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico inteso come impegno per il bene comune.

Chi sceglie di impegnarsi per dodici mesi nel Servizio Civile volontario, sceglie di aggiungere un'esperienza qualificante al proprio bagaglio di conoscenze, spendibile nel corso della vita lavorativa, che nel contempo assicura anche una minima autonomia economica.  

Ad eccezione degli appartenenti ai corpi militari o alle forze di polizia, possono partecipare alla selezione i cittadini, senza distinzione di sesso che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno di età, in possesso dei seguenti requisiti:

  - essere cittadini italiani;

  - essere cittadini dell’Unione europea;

  - essere familiari dei cittadini dell’Unione europea non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del
    diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;

  - essere titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;

  - essere titolari di permesso di soggiorno per asilo;

  - essere titolari di permesso per protezione sussidiaria;

  - non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo
    ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione,
    uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti
    l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.

 I requisiti di partecipazione devono essere posseduti alla data di scadenza del termine di presentazione delle domande e, ad eccezione del limite di età, mantenuti sino al termine del servizio.
 

Chi non può partecipare?

Non possono presentare domanda i giovani che:

  - già prestano o abbiano prestato servizio civile in qualità di volontari ai sensi della legge n. 64 del 2001, ovvero
    che abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista;

  - abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo
    ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi. 
 

Quali Enti possono aderire?

Sono considerati enti di Servizio Civile le amministrazioni pubbliche, le associazioni non governative (ONG) e le associazioni no profit che operano negli ambiti specificati dalla Legge 6 marzo 2001, n. 64.

Per poter partecipare al SCN gli enti devono dimostrare di possedere requisiti strutturali ed organizzativi, avere adeguate competenze e risorse specificatamente destinate al SCN. L'ente di SCN deve sottoscrivere la “Carta di impegno etico” che intende assicurare una comune visione delle finalità del SCN e delle sue modalità di svolgimento.
 

Come avviene la presentazione dei progetti?

I suddetti enti, dopo essersi iscritti in appositi albi - Albo nazionale e Albo regionale -, possono presentare progetti di Servizio Civile Nazionale.

I progetti d'impiego dei volontari, predisposti dagli enti iscritti nell’Albo nazionale, vengono presentati all'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile; quelli predisposti dagli enti iscritti nell'Albo regionale vengono presentati, invece, alle strutture del Servizio Civile della Regione competente per territorio.
 

Quali sono le aree di intervento dei progetti di SCN?

Le aree di intervento nelle quali è possibile prestare il Servizio Civile Nazionale sono riconducibili ai settori:

  - assistenza

  - protezione civile

  - ambiente

  - patrimonio artistico e culturale

  - educazione e promozione culturale

  - servizio civile all'estero.
  

Come partecipare ai bandi di SCN?

I giovani, di età compresa tra i 18 e 28 anni, di cittadinanza italiana, interessati al Servizio Civile volontario possono partecipare ai bandi di selezione dei volontari presentando, entro la data di scadenza prevista dal bando, la domanda di partecipazione.
  

Presentazione della domanda… step by step!

1. Consultare i progetti sul sito del SCN nell'area "Bando" attraverso un motore di ricerca che consente una selezione geografica o per settore di interesse.

2. Scaricare  e stampare il modulo di domanda dal sito del SCN dalla sezione "Modulistica" o dall'area "Bando" alla voce Modulo.

3. Indirizzare la domanda di partecipazione, in carta semplice, all'Ente che ha proposto il progetto.

4. Redigere la domanda utilizzando il modello allegato al bando, facendo attenzione alla presenza, nel format, dell’indicazione “esatta” del progetto prescelto.

5. Corredare la domanda, ove possibile, di titoli di studio, titoli professionali, documenti attestanti esperienze lavorative svolte.

6. E' ammessa la presentazione di una sola domanda per bando!
 

Come avviene la selezione dei volontari?

L'ente sceglie, tra i profili delle candidature presentate, quelli più adeguati alle attività operative previste dal progetto. I candidati selezionati vengono inclusi in una graduatoria provvisoria che diventa definitiva dopo la verifica dei requisiti previsti dal bando.

Successivamente l'UNSC con proprio provvedimento dispone l'avvio al servizio dei volontari, specificando la data di inizio del servizio e le condizioni generali di partecipazione al progetto.
 

Quanto dura il Servizio Civile?

I progetti durano 12 mesi e prevedono un orario di attività non inferiore alle 30 ore settimanali né superiore alle 36 ore, ovvero un monte ore annuo minimo di 1400 ore.
 

Ai volontari spettano dei giorni di permesso?

Nei 12 mesi di servizio il volontario può usufruire di un massimo di 20 giorni di permesso retribuito per esigenze personali. Il permesso consente al volontario di assentarsi dal servizio per un periodo superiore alle 24 ore e non è frazionabile in permessi orari.

Nel computo dei giorni di permesso non sono compresi i giorni festivi contigui (la domenica o il sabato e la domenica a secondo dell'articolazione dell'orario di servizio) ed eventuali festività infrasettimanali.

I volontari possono, inoltre, usufruire di permessi straordinari, che non devono essere recuperati, in caso di:

  - convocazione in tribunale come testimone: 1 giorno. Il permesso straordinario deve essere autorizzato dall'UNSC
    su richiesta dell'interessato da inoltrare per il tramite dell'Ente;

  - donazione di sangue: 1 giorno;

  - nomina alla carica di presidente, segretario di seggio e scrutatore, nonchè di rappresentante di lista, in occasione
    delle consultazioni elettorali: durata dello svolgimento delle operazioni elettorali;

  - esercizio del diritto di voto per volontari in servizio in Italia: 1 giorno per i volontari residenti da 50 a 300 Km
    di distanza dal luogo di servizio; 2 giorni per i volontari residenti oltre 300 Km dal luogo di svolgimento del servizio;

  - esercizio del diritto di voto per volontari in servizio all'estero: 1 giorno per votare + 2 giorni di viaggio ai
    volontari impegnati in progetti in Europa; 1 giorno per votare + quattro giorni di viaggio ai volontari impegnati in
    progetti in paesi extra europei.

 I volontari usufruiscono dei permessi in accordo con l'Ente, compatibilmente con le esigenze del progetto e della formazione; di norma debbono essere richiesti all'operatore locale di progetto (OLP) della sede di attuazione del progetto almeno 48 ore prima della data di inizio.

 Eventuali giorni di permesso non usufruiti non possono essere remunerati.
 

Ai volontari spettano giorni di malattia?

I volontari hanno diritto a 15 giorni di malattia retribuiti, per cui l’assegno mensile viene accreditato nel suo importo totale, ed a 15 giorni di malattia non retribuiti, per cui è prevista una decurtazione dell’importo economico mensile in proporzione ai giorni di assenza.

Superati questi ulteriori 15 giorni, il volontario è escluso dalla prosecuzione del progetto.

 In caso di malattia, i volontari ne danno tempestiva comunicazione alla sede di progetto, facendo pervenire la relativa certificazione sanitaria esclusivamente sui moduli di prescrizione sanitaria rilasciata dai medici di base o dalle strutture della Azienda Sanitaria Locale. Tale documentazione è conservata dall'Ente nella cartella personale del volontario.

 Tutti i periodi di malattia sono registrati nella cartella personale del volontario.
 

Che trattamento è riservato alle volontarie in gravidanza?

Si applicano le disposizioni legislative del Testo Unico in materia di tutela e sostegno della maternità, adottato con il decreto legislativo 26 marzo 2001, n.151, espressamente richiamato dal decreto legislativo n. 77 del 2002.

Ai sensi del predetto Testo Unico il divieto di prestare servizio civile è di norma durante i due mesi precedenti ed i tre mesi seguenti il parto (art.16), in assenza di condizioni patologiche che configurino situazioni di rischio per la salute della gestante e/o del nascituro (art.17).

Oltre quanto previsto dagli articoli sopra citati, cui fa espressamente riferimento il decreto legislativo n.77 del 2002, non sono contemplati a favore della volontaria ulteriori benefici post-partum , né l'applicazione della disciplina del "congedo parentale".

 Alla volontaria in maternità è corrisposto, per tutto il periodo di astensione previsto dalla normativa vigente, l'assegno mensile del SCN ridotto di un terzo.

 Prima dell'inizio del periodo di astensione obbligatoria, di cui all'art.16, lett. a), le volontarie devono consegnare all'Ente il certificato medico indicante la data presunta del parto.
 

È prevista una formazione per i volontari in servizio?

Al fine di sviluppare conoscenze e metodologie coerenti con le esigenze dei progetti di SC, per i volontari è prevista una formazione generale sul Servizio Civile e una formazione specifica relativa al settore d’impiego (assistenza, protezione civile, ambiente, patrimonio artistico, promozione culturale, cooperazione internazionale).
 

Il Servizio Civile prevede uno stipendio?

Ai volontari in servizio in Italia spetta un rimborso spese di €14,46 netti giornalieri, per un totale €433,80 netti mensili.

Il pagamento viene effettuato in modo forfettario (su 30 giorni) per i 12 mesi.

 Ai volontari in servizio all’estero, in aggiunta al compenso mensile di €433,80 netti, sono previsti:

  - una indennità estero di € 15 giornalieri per tutto il periodo di effettiva permanenza all'estero;

  - una indennità per il vitto e l'alloggio di € 20 giornalieri per tutto il periodo di effettiva permanenza all'estero.
    Le spese di vitto e alloggio possono essere rimborsate al volontario o direttamente dall'UNSC o dall'Ente in relazione
    a quanto specificato nel progetto;

  - un rimborso - in misura non superiore a € 150 per ogni volontario - per vaccinazioni preventive obbligatorie.
 

Come ricevere l’attestato di fine servizio?

I volontari, al termine dell’anno di SC, possono fare domanda di rilascio dell'attestato utilizzando lo specifico modulo e consegnandolo all'Ente, che lo inoltrerà all'UNSC.

L'UNSC provvederà ad inviare al domicilio del volontario l'attestato di fine servizio.
 

Sono previsti benefici per chi ha svolto il Servizio Civile?

La legge prevede che ai giovani che hanno svolto attività di Servizio Civile nazionale possano essere riconosciuti crediti formativi da spendere nel corso degli studi e nel campo della formazione professionale.

L'UNSC ha promosso presso Università ed Enti accreditati la stipula di apposite convenzioni:

  - il periodo di Servizio Civile prestato è valutato nei pubblici concorsi con le stesse modalità e lo stesso valore
    del servizio prestato presso gli Enti Pubblici;

  - nei concorsi per l'accesso alle carriere iniziali del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e del Corpo Forestale dello
    Stato il 10% dei posti è riservato a coloro che hanno svolto per almeno 12 mesi il Servizio Civile nelle
    attività istituzionali di tali Corpi (a decorrere dal 1/01/2006);

  - l'attestato di fine servizio, rilasciato dall'UNSC è utile per l'inserimento nel mondo del lavoro;

  - il periodo di Servizio Civile è riconosciuto valido, a tutti gli effetti, per l'inquadramento economico e
    per la determinazione della anzianità lavorativa ai fini del trattamento previdenziale del settore pubblico e privato.

 

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